Se ne vuoi saper di più: Mamma mia vorrei, vorrei

Il vivace dialoghetto di questa canzone è sparso, in varie forme, in Italia e in Francia. La prima lezione italiana pubblicata è, a mia notizia, la napoletana: "Mamma, mamma, c'a moro, c'a moro", che figura fra i cento canti della raccolta di G. Fulgence, stampata nel 1830 La medesima lezione fu poi pubblicata da Kopisch negli Agrumi, da Cottrau nelle sue Melodie Napolitane , da Del Chiaro, con qualche leggera diversità, nel « Basile » , e finalmente da Rolland '. Una lezione veneta è inserita nella raccolta di Widter e Wolf, una monferrina e una emiliana furono pubblicate da Ferraro e una marchigiana da Gianandrea


In Francia, fin dal 1703 era pubblicata una canzone, che è evidentemente connessa colle italiane. Ma in essa, come nelle altre lezioni francesi posteriormente stampate, non si fa menzione dell'orto 6. In queste lezioni francesi la madre, chiede alla figlia se vuole un mazzetto di fiori, un berretto, un grembiale, una gonna, un fazzoletto, ecc., e finisce poi per indovinare ciò che essa brama veramente, cioè uno sposo.

(Costantino Nigra)

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